scuola musicale g.b. pergolesi

INIZIO

Tutto iniziò in una fredda notte di febbraio..oppure.. c’era una volta in un vecchio castello una..oppure…tanto tempo fa, ma tanto tempo fa in un posto sperduto..di solito iniziano così tutte le favole.. e la nostra è una favola che ancora continua.. Quel giorno di febbraio il M.o Carlo Morganti passando per caso dalle parti di Villa Borgognoni (la vecchia sede della scuola),incontrò il M.o Giovanni Brecciaroli e gli chiese. “Senti Giovanni, a settembre in teatro dobbiamo mettere in scena la Carmen e all’interno dell’opera c’è un coro di voci bianche, pensi che nella scuola ci siano delle voci in grado di cantare quella parte???” Arcano di difficile soluzione, ma come sempre e come è nello stile della scuola ci siamo impegnati e contattando quasi tutti i bambini della scuola abbiamo fatto un’audizione!! Brrrrr che paura, facce spaventate, occhi fuori dalle orbite “ma che roba è sta cosa qua!!!” Cantare in francese!!! Figurarsi è già così difficile cantare in italiano..il M.o Morganti seduto al pianoforte ad ascoltare i primi vagiti del “Coro” (è da quel momento che gli sono iniziati a cadere i capelli)..ad uno ad uno i bravi scolari hanno iniziato la loro audizione ,chi meglio e chi un pochino meno hanno superato la prova e si sono candidati per l’arduo compito.così dopo diverse prove con il M.o Morganti, il debutto in teatro. Carmen (difficile Carmen), la nostra marcetta in stile soldatini di piombo “Nous marchons la tete haute, Comme de petits soldats”, con il cappellino in testa e la spada in mano, marciando a tempo di musica, la prima recita eravamo un pochino emozionati, ma la seconda sera applausi a non finire, tutti per noi..uauu che soddisfazione.. Di quella Carmen oltre a Jesi vi furono rappresentazioni anche a Mantova.
L’anno seguente toccò ai ragazzi della scuola media “Federico II” a cantare, l’opera era “Otello” di G.Verdi. Passarono alcuni anni, e nel frattempo successero due cose importanti la scuola si trasferitì da Villa Borgognoni a Palazzo San Martino in Corso Matteotti e all’interno della scuola iniziò il corso complementare di “Coro per voci bianche” nell’aula magna tutti i venerdì dalle 18.00 alle 19.00. Anche stavolta la storia si ripetè: il M.o Morganti passando per caso dalle parti del corso incontrò il M.o Brecciaroli e gli chiese: “Senti Giovanni, a settembre in teatro dobbiamo mettere in scena Tosca e alla fine del primo atto c’è la scena della “Cantoria” con il coro di voci bianche, e al terzo atto mi serve una ragazzina per fare la parte del “pastorello”, pensi che nella scuola ci siano delle voci in grado di cantare quelle parti?” , …”ma stavolta i bambini li prepari tu perchè io non ho tempo!” (secondo me quella volta il M.o Morganti ci raccontò una bugia!!! voleva tutelarsi gli ultimi tre capelli rimasti).. “Penso di sì, o almeno ci posso provare”…”Va bene preparali tu, ci sentiamo tra qualche tempo, facciamo sentire i ragazzi al M.o Cavallaro e se va bene la parte è loro”.

Toccò così al nostro M.o l’ingrato compito di prepararci (e purtroppo anche a lui da quel momento sono iniziati a cadere i capelli, se continua a prepararci per le opere diventerrà completamente calvo). Iniziarono così le prove, lunghe, estenuanti nei caldi pomeriggi dell’estate del 1997, tutti i venerdì nell’aula magna della scuola alle ore 18.00, eravamo una squadra agguerrita di cantori (anzi “artisti del coro”), circa 15 persone, muniti di testo contenenti le parole da cantare, tanta pazienza, con la complicità del nostro M.o Brecciaroli, incominciavamo a dire le prime parole della Cantoria “ebben che fù…chi lo dice..si festeggi la vittoria..” Il tempo inesorabilmente passava e anche stavolta ci fu l’audizione: venne il M.o Cavallaro con il M.o Morganti insieme al Tenore Donato Tota e al soprano Silvia Ranalli loro ci fecero ascoltare la parte finale del primo atto e finalmente toccò a noi e quando il M.o Morganti imitando la parte del Sacrestano disse “Tutta quì la cantoria”, scoppiò la nostra risposta pronta “Dove”, decisa, intonata e piena di voglia di cantare…. il M.o Cavallaro rimase stupito, sbalordito, senza parole, una massa di suono lo investì, facendogli vibrare anche gli ultimi due capelli rimasti in testa (ah, mi sono dimenticato: anche a lui mancano i capelli, però stavolta la colpa non è del coro, ma dei cantanti).. Fu un successone, rimasero tutti soddisfatti, e ci guadagnammo la tanto desiderata parte nell’opera.
Dopo l’audizione festeggiammo tutti insieme, cominciammo a preparare tutta la documentazione, dal foglio di autorizzazione dei genitori, alla scheda delle misure per i costumi, e tante altre scartoffie…. Il mese di settembre scaltri e baldanzosi ci presentammo all’Università degli anziani (in Via S.Francesco) ed incominciammo le prime prove, tutto andò per il meglio e finalmente l’8 ottobre 1997 debuttammo in Teatro.. Ah mi stavo dimenticando, quell’anno la parte del pastorello venne interpretata da Paola Quaranta, che, oltre a cantare nella “Cantoria” si cimentò anche in una parte solistica.. Nel 2000 affrontammo anche la “Turandot” (parte delicata perchè scoperta) quella volta ci andò davvero bene infatti andammo in trasferta e saltammo una settimana intera di scuola; partimmo da Porta Valle con un bel pulmann, tutti i coristi (circa 20 bambini) con alcuni genitori destinazione Livorno dove cantammo il 12,13,14 ottobre 1999. Fummo ospitati in una villa fuori Livorno con un parco davvero bello (c’erano anche gli scoiattoli), che era appartenuta alla prima interprete della “Cavalleria Rusticana” di Mascagni..(strana coincidenza no!). Approfittammo della presenza del pulmann per andare a visitare Pisa e la spiaggia circostante Viareggio..dopo, partimmo per Mantova dove cantammo il 15,16,17 ottobre 1999.. Nel tragitto in pulmann alcuni di noi si divertirono a cantare le parti dei solisti, c’era chi interpretava il principe Calaf (Vinceroooooooo) , chi Liù e chi addirittura si cimentava in Turandot!!!!!!!! I risultati comunque erano davvero positivi, tanto che l’autista del pulmann ci minacciò. “Se non ve la fate finita…altro che Turandot! Vi mando tutti quanti a piedi”. Finirono così, in quel modo, le nostre mire operistiche. Di Mantova oltre a Palazzo Ducale e la casa di Rigoletto, ci ricordiamo ancora con nostalgia della locanda “Spirito Divino”…faceva dei piatti straordinari da leccarsi le dita… E veniamo allo scorso anno, alla “Boheme” di G.Puccini… (acc. quella si che è tosta). Questa volta vista la difficoltà della partitura (sia ritmica che vocale) all’audizione erano presenti i M.i Cavallaro e M.o Morganti, un responsabile del Teatro nella persona di Franco Miceli e l’assessore alla cultura di Jesi Marco Cercaci…. Ci rendemmo subito conto che se stavolta volevamo la parte… ce la dovevamo proprio sudare!!! La cantammo decisamente bene, ma visto la difficoltà della parte il M.o Cavallaro ci chiese un’ulteriore prova..”Adesso ragazzi me la ricantate, ma stavolta invece di stare seduti,cantate in piedi camminando e saltando”.. Ma non cademmo nella trappola, infatti il nostro M.o ci aveva già fatto fare esperimenti del tipo durante le prove, facendoci camminare, saltare, ballare per l’aula magna e così il M.o Cavallaro ci trovò preparati e anche stavolta conquistammo la parte.. Due parole sulla nostra partecipazione alla “Boheme”. La parte che abbiamo studiato ci è costata davvero tanta fatica, pomeriggi interi passati a “mettere in gola” la parte, magari…delle volte…con la pizza e il gelato le prove ci sembravano meno pesanti. Da un punto di vista vocale la tessitura è davvero ardua, non parliamo poi della parte ritmica, delle volte avevamo l’impressione di essere quasi un rullante della batteria, avevamo frasi intere completamente scoperte, noi da soli con l’orchestra!!!! Si’ decisamente Puccini è riuscito a metterci in difficoltà.
Di questa edizione della “Boheme” abbiamo fatto dieci repliche, oltre che a Jesi siamo andati in trasferta a Fermo, Camerino, Mantova e Fabriano. Prossimi impegni: – 7 settembre 2002 – Jesi con lo spettacolo “Metastasiana” organizzato dalla fondazione “Pergolesi-Spontini”. – 27/28/29 settembre – Teatro Pergolesi – Jesi con l’opera “MIRRA” di D. Alaleona